
In viaggio
per la Spagna a caccia di fotografie
Un viaggio, senza destinazione, attraverso la
penisola iberica è il progetto che da
circa un anno stanno realizzando Juan Millàs
e Eduardo Nave.
Entrambi giornalisti ed amanti della fotografia, sono partiti da Valencia un
anno fa circa con l'intento di realizzare un reportage fotografico della Spagna.
La particolarità di questo viaggio è che alla partenza nessuno
dei due ha proposto un punto d'arrivo: “Quello che più ci interessava – dice
Nave – era dare l'idea della completa mancanza di una destinazione. Le
foto dovevano saper rendere la mancanza di intenzionalità".
È per
questo che, alla mostra fotografica “Penìnsula”-
che raccoglie i loro scatti attraverso il paesaggio
iberico - quando qualcuno chiede loro spiegazioni
su una particolare immagine si consultano e danno
ognuno la loro versione, perchè lo scatto
rappresenta per entrambi un momento particolare di
questo viaggio senza meta: i luoghi si accavallano
nelle spiegazioni, e a volte anche la paternità delle
immagini non è certa nemmeno a loro ma, dicono “Ciò che
importa non è il fotografo, ma il luogo immortalato
e il perchè sia stato scelto per scattare
quell'immagine”.

4.000 km in fotografie, il lavoro di due cacciatori
d'immagine, originali ed unici, un mix d'arte,
natura morta, testimoni inumani e paesaggi spettacolari
o semplicissimi, ma ricchi di significato. Ricordi
di viaggio che però passano attraverso capacità giornalistica
di rendere una sensazione senza bisogno di troppe
spiegazioni, capacità che accumuna i due
giovani.
Sotto ogni foto, a mò di titolo,
sono indicate le coordinate del luogo rappresentato
e nient'altro.
Il viaggio non è ancora concluso, e il loro
progetto sarebbe quello di terminarlo una volta
raggiunto, in un modo o nell'altro ed in un tempo
indefinito, il confine con il Portogallo. Per questo
utilizzano un normale navigatore: “Ogni volta
che partiamo – dicono – inseriamo Portogallo
come destinazione, e seguiamo il percorso che ci
viene indicato...facendo però delle deviazioni
a nostra discrezione se un luogo ci affascina particolarmente.
L'importante comunque è che le tappe di
questo viaggio non sono state pianificate, ma cambiano
ogni giorno, al cambiare del punto di partenza.
Quando abbiamo iniziato eravamo un po' titubanti,
ma la nostra prima tappa è stata ad Albacete,
uno dei luoghi che ancora oggi consideriamo tra
i più belli che abbiamo fotografato, e da
lì abbiamo deciso di proseguire”.

La maggior parte delle immagini mostrano luoghi
e paesaggi solitari, edifici in rovina, bar lungostrade
deserte, pareti coloratissime su un paesaggio
inanimato. La presenza umana è scarsissima
e una delle poche immagini che la comprende mostra
l'entrata di un circo in cui una trapezista di
spalle sta provando il prorpio numero. “Questa
foto – dicono i due giornalisti – da
il senso della nostra mostra: non c'è sentimento
nè preparazione, fermiamo attimi di vita,
senza dare giudizi o commenti. Questo è il
senso di Penìnsula”.
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