
Egitto
12/19 nov.2007 - Appunti di viaggio
Partenza per Roma con Egypt Air alle ore 14,55
e atterraggio a Luxor alle ore 18,00. Spostiamo
di un’ora le lancette dell’orologio,
portandole alle ore 19,00.
Imbarco su una piccola
nave a 5 stelle, con 25 cabine, occupate tutte
dal nostro gruppo (siamo 42 passeggeri, compreso
Mario Porporino).
Martedì 13
novembre 2007
Alle ore 7,30 inizia la visita alla Valle dei
Re. Visitiamo la tomba di Ramses I, con sarcofago,
e di Ramses IX, senza sarcofago.
Passiamo in pullman per la Valle delle Regine,
senza scendere, e fotografiamo da lontano il
tempio della Regina Accepsut.

Dalle
ore 9,10 alle 10,00 sostiamo per la visita presso il tempio di Habu.
Riprendiamo la navigazione per andare a vedere
prima il tempio di Luxor e poi quello di
Karnak, dopo aver fotografato lungo il percorso
in pullman i due colossi di Memnon.
Si ritorna sulla nave per il pranzo, mentre la
navigazione continua per raggiungere la chiusa
di Esna. Dalle grandi finestre della nave vediamo
le due rive del Nilo. Si vedono le nostre tavole
imbandite allo stesso livello delle acque.
Si
naviga fino a sera. La nostra nave è in
coda al 33° posto, perciò si prevede
di passare la chiusa di Esna domani mattina.

Mercoledì 14
novembre 2007
La nave da ieri fino a oggi è stata ferma.
Nella mattinata, affacciandoci dal ponte della nave, abbiamo trovato sotto di
noi numerose barchette di venditori egiziani che lanciavano verso di noi la
loro mercanzia: tovaglie, tappeti, vestiti, sciarpe, ecc.
I mercanti egiziani
si avvicinano con le loro barche fin sotto la nave per mostrare la loro
mercanzia che viene lanciata a pioggia sul ponte
della nave. Sono bravi nella mira: nessun oggetto
cade in acqua.
Gridano nella loro lingua e noi capiamo con i
loro gesti e contrattiamo sul prezzo allo stesso
modo.
Tutta la mattinata , fino all’ora del pranzo, è strascorsa
a contrattare con loro negli acquisti. E’ stato
uno spettacolo insolito e divertente.
Wail, la nostra guida egiziana, non sa quando passeremo
la chiusa di Esna. Dice che dieci anni fa le navi
da crociera che passavano la chiusa erano 140:
ora sono 350. Poiché siamo fermi a Esna
da un giorno, propone di lasciare la nave e di
proseguire il viaggio in pullman.
Si parte alle 15.45 per la visita del Tempio
di Horus a Edfu, dove arriviamo alle ore 17. La
città (un milione di abitanti) è situata
sulla riva ovest del Nilo, tra Esna e Assuan. La
città di Edfu si trova a circa
100 km. a sud di Luxor, è stata
costruita su un piccolo rilievo sulla sponda sinistra
del Nilo.
In questo punto la valle del Nilo si apre nella
sua massima larghezza di 100 Km. Questa città è un
importante centro commerciale per la produzione
di zucchero e per le sue antiche fabbriche di ceramica.

Giovedì 15
novembre 2007
Ore 7,30 Dopo colazione la nave si trova a Kom
Ombo, che si trova a circa 40 Km a nord di Assuan.
Scendiamo dalla nave per la visita al tempio dedicato
a due divinità SOBEK, dalla testa
di coccodrillo, e HAROERI, dalla testa
di falco. In realtà, nonostante la pianta
unitaria, il tempio è formato da due templi
uno appaiato all'altro nello stesso edificio.
Ore
9,00 – Partenza per Assuan. Sul nostro
pullman sale un militare armato per scortarci.
Scendiamo
per visitare il Tempio di Philae.
L isoletta di Philae (a 7 km a sud di Assuan), ormai sommersa
dalle acque a seguito della costruzione della grande diga, ospitò un tempo
il santuario di Iside, la dea della bontà e della fertilità,
il cui culto fu largamente accolto anche in ambiente greco-romano.
Tutti gli antichi edifici di Philae sono stati smontati e rimontati nella vicina
isoletta di Agilkia (che abbiamo raggiunto con un'imbarcazione a motore), per
interessamento dell'Unesco che dal 1968 aveva lanciato un appello per recuperare
queste importanti vestigia di età tolemaica.
I lavori si sono protratti dal 1972 al 1980 e grande
peso hanno avuto anche tecnici e operai italiani,
che hanno provveduto a restaurare le parti deteriorate.
Quando nel VI secolo d.C. l'imperatore Giustiniano
impose la chiusura del tempio pagano, i cristiani
sfogarono il loro fanatismo religioso sulle belle
strutture del tempio, in particolare sulle raffigurazioni
di Hathor e Iside, scalpellandole. Ciononostante
l'edificio, lungo 65 metri, è ben conservato.
Numerosi anche gli edifici collaterali, come il
tempio di Hathor, il padiglione di Nectanebo, il
bastione e il chiostro di Traiano, con i suoi 14
pilastri dagli splendidi capitelli.

Ore 11,50 Riprendiamo il pullman per raggiungere
la diga di Assuan.
La costruzione della diga di Assuan iniziò nel 1960 e
l'Alta Diga fu terminata il 21
luglio del 1970,
mentre la creazione del bacino che avrebbe accolto
le acque si era completata nel 1964 e
da quel momento si era iniziato a riempire anche
se la diga non era ancora stata completata, fino
a raggiungere la capacità massima nel 1976.
La diga fin dall'inizio spaventò gli archeologi,
in quanto il sito archeologico di Abu
Simbel e molti altri templi della Nubia rischiavano
di essere sommersi dalle acque del bacino che si
sarebbe creato.
La Diga di Assuan è un vero capolavoro di
ingegneria, con i suoi 3.600 metri di larghezza,
gli 111 metri di altezza e gli undici anni di lavoro
che hanno mobilitato 35 mila operai. Il bacino,
che porta il nome di Gamal Abdel
Nasser, presidente dell'Egitto dal 1956
al 1970, è utilizzato per la produzione
di energia idroelettrica, per la pesca e per l'irrigazione.
Nel 1960 l'UNESCO lanciò una
grandiosa operazione internazionale per risolvere
questo problema, vennero localizzati i monumenti
che sarebbero stati sommersi, quindi spostati in
posti più sicuri e qualcuno fu regalato
ai paesi che contribuirono a questa opera di salvataggio,
come il tempietto
di Ellesija, ora conservato al Museo
egizio di Torino, donato all'Italia.

Il Lago Nasser, nell'estremo sud dell'Egitto,
vanta diversi primati: primo tra tutti quello
di essere il lago più grande del mondo
e di trovarsi in pieno deserto del Sahara. E'
un bacino artificiale formato dalle acque del
Nilo in seguito alla sbarramento della famosa
Diga di Assuan.
Non stupisce che l’Egitto sia
non solo uno dei paesi più affascinanti
del mondo grazie alla sua storia, ma vanti anche
un primato che non ci si aspetterebbe in un’arida
zona africana: la presenza del lago più grande
del mondo. Si tratta del Lago di Nasser,
situato nell’estremo sud, al confine con
il Sudan, in pieno deserto del Sahara.

E’ un imponente bacino artificiale, creato
nel 1971, formato dalle acque del Nilo in
seguito allo sbarramento della famosa e grande Diga
di Assuan, che ha allagato una superficie
di oltre cinquemila chilometri quadrati, per
farsi un’idea grande quanto la Liguria.
Le dimensioni sono enormi: la lunghezza arriva
quasi a 510 chilometri, la larghezza spazia tra
i 5 e 35 e la capacità in media è di
135 miliardi di metri cubi d’acqua, occupando
in pratica tutta la valle del grande fiume tra
la prima e la seconda cateratta.
Ripartiamo per l’aeroporto di Assuan e
alle ore 13,13 ci imbarchiamo sull’aereo
della “Air
Memphis” per raggiungere Abu Simbel,
nella Nubia egiziana.
Entrambi i templi sono stati costruiti durante
il regno di Ramses II (1290-1224 a.C.)
e furono completati per il trentesimo anniversario
del suo regno.
Il tempio grande è consacrato
al dio Amon-Ra di Tebe e
a Harmakhis di Eliopoli che erano
le principali divinità dell'alto e basso
Egitto. Inoltre, in questo luogo, si veneravano
il dio Ptah di Menfi e lo stesso Ramses
II divinizzato. Il tempio più piccolo è invece
consacrato alla dea Hathor e alla sposa
favorita di Ramses, la regina Nefertari, divinizzata
anche lei come il marito.

Si entra nel tempio attraverso un portale al centro
delle grandi statue e si accede ad una grande sala
ipostila (copertura piana sorretta da colonne), divisa
in tre navate da 8 grandi pilastri quadrati in
pietra disposti su due file.
Sulle facce dei pilastri,
rivolte verso il centro, sono poste 8 statue alte
10m. del dio Osiride con
flagello e pastorale. Le statue a destra portano
la corona doppia, mentre quelle di sinistra la
corona dell'Alto Egitto. Gli altri lati
dei pilastri sono decorati con scene che raffigurano
il re che porta offerte, la moglie Nefertari e
la figlia. Il soffitto della navata centrale è decorato
con avvoltoi mentre quello delle navate laterali
con stelle.

Sono molto ben conservati, anche nei colori, i
rilievi murali che rappresentano in gran parte
la vittoria di Ramses sugli Ittiti nella
battaglia di Kadesh in Sira.
I rilievi che riguardano questa battaglia si trovano
anche nei templi di Luxor e
nel tempio di Karnak.
La
statua del re assieme a quelle degli dei in perfetta
parità è il segno più evidente
della divinizzazione del re.
La luce solare penetra fino al santuario e illumina
le statue degli dei e del re. Questo avviene solo
all'alba del 21 febbraio e del 21 ottobre, si pensa
che uno di questi due giorni sia il giorno dell'incoronazione
di Ramses II.
Questo effetto dà una evidente indicazione dell'ottima conoscenza dell'astronomia
e delle grandi capacità di calcolo degli architetti egiziani. Inoltre è da
notare che i raggi del sole non riescono ad illuminare la statua del dio Ptah,
il dio delle tenebre.

Finita la visita, alle ore 16,30 ci imbarchiamo
su un aereo “Air Memphis” nel porto
di Abu Simbel e torniamo ad Assuan, dove ci aspetta
la nostra nave.
Venerdì,
16 novembre 2007
Sveglia alle ore 5,00; partenza alle 6,00 per
l’aeroporto di Assuan. Volo per il Cairo,
dove atterriamo alle ore 8,50. Giro della città (23
milioni ab.) in pullman, percorrendo una strada
lunga 25 km.
Prima
sosta a Memphis, oggi Mit-Rahina, per ammirare
il colosso di Ramses II e la Sfinge di alabastro.
La statua del faraone Ramsete II è stata
finalmente spostata dal congestionato centro del
Cairo ad una più serena dimora vicino alle
Piramidi. Il colosso rischiava, infatti, di rovinarsi
a causa dell'inquinamento e del traffico della
capitale egiziana. Dopo anni di controversie, la
rischiosa operazione di spostamento della statua
di granito rosa del guerriero, di circa 100 tonnellate
di peso e 35 metri di altezza, è stata compiuta
nel pieno della notte, accompagnata dalla folla
che ha dato l'addio al faraone avvolto in un "sarcofago" protettivo
di plastica. (Repubblica) In migliaia hanno aspettato
e salutato l'arrivo di Ramsete II. La gigantesca
statua in granito rosso, dal peso di 100 tonnellate,
prima ubicata al Cairo, ha finalmente raggiunto
adesso la sua destinazione finale: il sito di quello
che sarà il futuro Museo d'Egitto, ai confini
con il deserto, vicino alle Piramidi. Alta 11 metri,
con evidenti segni di deterioramento, la statua
ha oltre 3000 mila anni e rappresenta una fase
importantissima della storia dell'antica civiltà egiziana.
Ha viaggiato durante la notte per 8 ore percorrendo
una trentina di chilometri, dopo dieci anni di
polemiche e di studi. Il trasloco oltre che spettacolare è stato
costoso, 1 milione di euro. La statua fu scoperta
nel 1882 nell'area sacra dell'antica Memfi e raffigura
uno dei faraoni più conosciuti, Ramsete
II che regno' dal 1304 al 1237 a.C. Cinquant' anni
fa a farla trasportare nel centro della capitale
era stato il Presidente Nasser. Oggi un nuovo trasloco.
Secondo molti definitivo.

Facciamo la seconda sosta a Saqqara, fino alle
ore 12,30, per ammirare la piramide di Zoser
Il complesso funerario di Zoser, unico al mondo,
fu il progetto più importante e celebre
intrapreso in Egitto durante l'Antico Regno, a
parte le grandi piramidi.
La
piramide a gradoni e il complesso funerario
che la circonda furono costruiti, secondo la tradizione,
da Zoser, secondo sovrano della III. Il monumento,
ideato per questo faraone dal suo architetto
Imhotep, è considerato una pietra miliare
nell'evoluzione dell'architettura ed è la
prima grande opera in pietra realizzata in Egitto.
Il luogo scelto dal monarca come dimora eterna
si trova nella necropoli di Saqqara, a circa 15
km a sud-est della piramide di Cheope. La piramide
a gradoni si trova al centro di un grande recinto
rettangolare circoscritto da una muraglia
di pietra che misura 544 m di lunghezza per 277
di larghezza e un po' più di 10 di altezza e
presenta rientranze e sporgenze nella parte esterna
che riproducono fedelmente nella sua facciata il
muro della residenza reale a Menfi. Comprende quattordici
false porte, distribuite sui quattro lati, e un'unica
entrata al recinto, vicina all'angolo sud-est.
Questo ingresso presenta uno splendido colonnato
lungo e stretto, che conduce al cortile cerimoniale
interno.
La sua forma è il risultato dei cambiamenti
apportati al disegno della struttura, che all'inizio
consistette in una mastaba quadrata, forse dal
soffitto piatto, di 63 m di lato per 9 di altezza.
Partendo da questo progetto, Imhotep trasformò la
mastaba nel primo di quattro gradoni di una piramide.
In seguito si procedette all'ultimo ampliamento,
realizzato ai lati nord e ovest, aggiungendo altri
due gradoni, con cui si ottenne la forma definitiva
a sei corpi. I lati della base misurano rispettivamente
121 per 109 m. La piramide a gradoni è alta
58,8 m, anche se in origine ne misurava 60. Nella
parte sotterranea si trova un grande pozzo di 28
m di profondità e circa 7 di ampiezza, che
sbocca nella camera funeraria del re, i cui muri
sono costituiti da grandi blocchi di granito. Da
qui parte un labirinto di corridoi trasversali
che conducono agli appartamenti funerari del re,
i quali riproducono le stanze nella residenza reale
di Menfi. Quattro di queste sale sono decorate
con lastre incastrate nella parete, leggermente
convesse, di faïence blu e molto belle; le
loro porte sono adornate con il protocollo faraonicodi
Zoser e con stele che raffigurano l'immagine del
re mentre celebra la cerimonia dell'Heb-Sed.
Dopo il pranzo in un ristorante del Cairo, il pullman
ci porta a Giza ad ammirare le Piramidi e la Sfinge.

Lasciata Giza alle ore 16,30, il pullman ci porta
in una fabbrica di papiri, dove ne acquistiamo
due.
Prima di pranzo sostiamo per mezz’ora nel
mercato popolare di Khan el-Khalili
Alle 13,30 il pranzo in un ristorante su un battello
del Nilo. Pomeriggio libero. Di sera torniamo a
Giza per uno spettacolo di suoni e luci davanti
alle Piramidi e alla Sfinge.
Domenica
18 novembre 2007
Dopo colazione si parte
col pullman per il Museo Egizio, dove non si può fotografare
e filmare.

I pezzi di maggior pregio sono rappresentati
dalla collezione dei reperti trovati nella tomba
di Tutankhamon,
rinvenuta intatta nella Valle
dei Re, dall'archeologo americano Howard
Carter nel 1923.

Dopo la visita a Museo Egizio pranziamo in un ristorante
sul Nilo.
Nel pomeriggio scoppia un incendio nel
vicino Centro Commerciale propagandosi nel nostro
albergo. Alcuni ospiti gridano aiuto da una delle
finestre in fumo. All’arrivo dei pompieri torna la calma e
noi ci prepariamo per l’ultima cena del nostro
viaggio in una nave che gira sul Nilo, mostrandoci
il panorama del Cairo illuminato, riflesso sull’acqua.
Lunedì 19
novembre 2007
Partenza dall’aeroporto del Cairo alle
ore 11,06. Atterraggio a Roma-Fiumicino alle
ore egiz. 14,34. Spostiamo l’orologio alle
13,34.
Alle ore 18,40 decolliamo da Fiumicino e atterriamo
a Palermo alle 19,30.
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