
Gli Sciamani
“Tensegrità”. Il nome indica
la versione rielaborata di alcuni movimenti chiamati “passi
magici” che sarebbero stati sviluppati
dagli sciamani messicani fin da epoca precolombiana.
Gli sciamani – pur non essendo in grado
di elaborare teoricamente quello che intuitivamente
percepivano – si rendevano conto che nell’universo
esiste un grande flusso di energia, che normalmente è trasformato
in dati sensoriali e crea il mondo della vita
quotidiana così come noi lo conosciamo.
Gli stregoni erano capaci di “vedere”, cioè di cogliere l’energia
direttamente, quindi di percepire gli stessi esseri umani come sfere luminose
e campi di energia. In ogni persona umana si “vede” così una
zona di intensa luminosità all’altezza delle scapole, dietro la
schiena, chiamata “punto di assemblaggio”, dove convergono miliardi
di campi di energia. Nel “punto di assemblaggio” avviene propriamente
la trasformazione dell’energia in dati sensoriali, e anche l’interpretazione
di quegli stessi dati. Durante il sonno, il “punto di assemblaggio” si
sposta dalla sua posizione e, maggiore è lo spostamento, più singolari
diventano i sogni.
Gli sciamani sviluppano l’arte del sognare, cioè la capacità di
spostare volontariamente il “punto di assemblaggio” fino a “vedere” l’energia
e i suoi campi in forma di filamenti luminosi, molto al di là dei normali
processi cognitivi, accedere a campi di energia diversi da quelli abituali, interpretarli
diversamente, raggiungere livelli di consapevolezza infiniti. In questo stato,
lo stregone sviluppa stati superiori di coscienza, agilità e benessere.
Nello stato di veglia, è possibile ritrovare quanto si è conquistato
tramite l’“arte del sognare” eseguendo certi movimenti del
corpo, i “passi magici”. La “tensegrità” (che
implica tensione e integrità) insegna i passi magici, trasmessi in Messico
di sciamano in sciamano, agli uomini e alle donne di oggi.
La caratteristica comune a tutti gli sciamani è il
viaggio spirituale, ovvero un viaggio dell’anima
nella realtà oltre quella mondana, che
permette agli sciamani di entrare in contatto
con le “entità spirituali che chiamano
alleati e che incontrano per lo più sotto
forma di animali (Animali Guida) e di Maestri
spirituali (antenati, figure mitologiche, saggi).
Gli alleati conferiscono allo sciamano il potere
e la conoscenza per aiutare e guarire se stesso,
gli altri e il mondo”. Ogni persona può compiere
il viaggio sciamanico, senza il sussidio di intermediari
e senza la necessità di rituali complessi.
Il loro [degli sciamani] antico insegnamento
mai come oggi è di grande
attualità: stiamo vivendo un periodo molto difficile e gli sciamani non
vogliono più operare in segreto, ma vogliono condividere con noi la loro
conoscenza e aiutarci ad integrare queste conoscenze nel nostro quotidiano per
portare salute, benessere e forza dentro di noi”.
Dal
momento che i compiti per i quali gli spiriti
erano disposti a stare a fianco dello sciamano
erano parte integrante delle antiche culture
ormai sepolte, oggi è probabile che gli
spiriti si siano ritirati nella profondità della
taigà, tornando allo stato di crisalide.
Può darsi che gli odierni sciamani siano
affiancati da altri spiriti che prendono possesso
di loro o che forse da loro si fanno dominare;
questi spiriti però non sono più in
grado di operare una loro completa metamorfosi,
quella che un tempo dava ai loro predecessori
la facoltà di mediare fra uomini e spiriti
in caso di bisogno, quando era in gioco l’esistenza.

Lo sciamanesimo “primitivo”, era
ed è tuttora un fenomeno magico-religioso
che, originatasi nei territori dell’Asia
centro-settentrionale e praticato presso i popoli
artici, paleosiberiani ed uralo-altaici, si è diffuso,
per migrazioni attraverso lo stretto di Bering,
in tutta l’America settentrionale e meridionale,
oltre che in molte zone dell’Asia meridionale
e orientale e in Australia. Tutte le sue pratiche
magiche erano fondate sull’uso dell’estasi sacra, come tecnica per
diagnosticare, curare e divinare . In chiave sciamanica l’alterazione volontaria
dello stato ordinario di coscienza era il modo per “liberare” l’anima
e farla viaggiare nell’Oltremondo, a contatto con gli spiriti; l’induzione
della trance, in quanto facoltà padroneggiata esclusivamente dallo sciamano,
rappresentava il segno inequivocabile della sua condizione di “eletto”,
in grado di penetrare zone sacre inaccessibili al resto della comunità.
Ai giorni d’oggi lo sciamanesimo tradizionale siberiano persiste in Russia
nonostante le repressioni antireligiose e antisciamaniche operate dal regime
stalinista. Tutt’oggi gli sciamani delle regioni della Burjatia, di Tuva,
della Jakutia, della Koriatia, della Ciuckia e di altri territori siberiani,
continuano a celebrare i rituali collettivi, a mantenere il ruolo di custodi
della tradizione e a curare chi si rivolga a loro, riconosciuti patriarchi dell'umanità e
eletti maestri "psicosintetizzatori" che sanno utilizzare nevrosi,
catarsi e altri fenomeni parapsichici per scoprire la causa del malessere umano
e le sorgenti sacre del piacere e della vita.
Lo sciamano é un mistico che
sfida l'ignoto e il mistero dell'esistenza.
Un uomo straodinario che riesce a curarsi da dolorose malattie iniziatiche e
laceranti crisi esistenziali che lo trascinano al limite della follia.
Che inventa riti bioenergetici e danze estatiche per fare una concreta e dolorosa
esperienza di morte e rinascita, di verità. Diventa un medico, un mago
e un mistico. Un uomo "nuovo" sano e armonioso.
Un visionario, un animale erotico e uno specialista dell'anima umana.
Col trance provocato da allucinogeni,
dalla danza e dal suono del tamburo
lo sciamano ristabilisce l'equilibrio
tra il " dentro " e il " fuori " tra
l'uomo e l'universo. Col "volo magico" - il
viaggio interiore - scopre il ritmo
vibratorio e le forme dell'Universo.

Quando si incontra il vuoto, l'assoluto
e il trascendentale si realizza che
non c'é cammino, né conoscenza,
né mete da conquistare. Con un senso di
vertigine si galleggia nel mare del silenzio senza
più confini corporei. Si diventa "signori
del Sonno"e si sprofonda negli strati più fondi
e segreti della psiche. E' un percorso di consapevolezza
d'autoguarigione e di rinnovamento del se': si
vince la paura del morire, del disordine psichico
e del caos. Si regredisce per ritornare bimbi,
animali polimorfi - nè maschi né femmine
- e si conquista agilità e sensibilità corporea,
poteri medianici e creatività.
Per vivere in compagnia degli animali
selvaggi, per raccogliere le piante "maestre" e
per meditare in silenzio lo sciamano si ritira nel ventre verde della foresta.
Per curarsi vagabonda nei deserti d'alta
montagna e si fortifica con doccie
ghiacciate, bagni di vento e diete
vegetariane. Ridiventa selvaggio, istintivo
e animale. Per proteggersi dai demoni
indossa il costume sciamanico che é una
corazza energetica, ma anche una mappa
di simboli cosmici e di itinerari metapsichici.
Lo sciamano é un "etologo" che studia le abitudini degli animali
e il mondo vegetale. Per gli sciamani siberiani l'aquila é l'animale guida
per salire in cielo. L'apprendista sciamano dovrà imparare a ritornare
uccello per volare verso il sole. Anche il condor é sacro perché divora
le carni del sacrificio.
Il "tusu Guru" - lo sciamano
Ainu - impara dall'orso delle sconfinate
foreste dell Hokkaido una danza sacra e bioenergetica. Gli sciamani amazzonici
imitano alla perfezione il canto dei pappagalli e si adornano con i loro piumaggi
colorati e con le orchidee della foresta. Usano la magia verde delle piante maestre.
Per risvegliarsi e per curarsi gli indios Yanomamo bevono il te' allucinogeno
di Ayahuasca - Banisteriopsis Caapi - una liana che é l'anima vegetale
dell'Amazzonia e di Panche mama - la Madre Terra.
Gli sciamani amerindi usano il peyote - Lophophora Williamsi - un piccolo cactus
psichedelico. In Asia visionari e sciamani fumano invece il polline della Cannabis
Sativa - l'Hashish - e il lattice del frutto del Papaver Sonniferum - l'oppio
e gli sciamani siberiani mangiano l'Amanita Muscaria, un fungo allucinogeno.
Lo sciamano è anche un artista e un trasformista che conosce l'arte delle
metamorfosi. Inventa psicodrammi e feste per scaricare le tensioni sociali, per
rinsaldare il gruppo e tramandare i miti del clan. E' un mago che pretende di
regolare la meterologia per assicurare la caccia e i raccolti e un medico "ferito" che
cura le malattie dell'anima e del corpo.
E' anche psicologo e veggente: i suoi occhi sfavillano nel buio per scrutare
i segreti della vita. Libero e solo é un filosofo che ricerca senza
inibizioni e falsi pudori la verità e un "politico" coraggioso
in lotta contro le ipocrisie e le violenze del potere politico e religioso -
e per ridurre l'uomo in schiavitù si son sempre dovuti bruciare streghe
e sciamani.
Il "viaggio", l'arte e la scienza
sciamanica hanno sempre attratto l'uomo occidentale.
Che ha perso da più di 500 anni stili di
vita e quella religione - "religere" vuol
dire legare - che lo riunivano alla forza della
natura.
Poeti come Rimbaud e Henry
Miller, antropologi come Claude Lévi
Strauss, esploratori della coscienza
umana e della bioenergetica come Jung,
Groddeck e Reich e ancora artisti e
attori come Picasso, Grotowski e Julian
Beck hanno spiato gli sciamani.

Toro (che tiene corsi sullo sciamanesimo), porta
i suoi allievi nella natura alla ricerca di un "nido
ecologico" dove regredire ed entrare in contatto
con gli elementi della natura: terra, acqua, fiori
e piante.
Negli esercizi di "trance dance" si lascia andare il corpo per permettere
alla forza biologica che organizza l'universo di muoversi e danzare in noi. Nella
danza con il viso e il corpo dipinto si mette in scena il mistero della nostra
identità. Alcuni si danno aspetti zoomorfi, altri di grande vitalità,
sensualità e spiritualità. Nella danza di contatto e di cura -
una specie di iniziazione alle arti dei "curanderos"- si accarezzano
le zone del corpo malate e in tensione.
Nella danza tantrica, ispirata alle
dottrine indù, si regredisce al primordiale
e si condivide una danza "telepatica" d'amore e di sincronicità,
in coppia e uniti da un profondo contatto mentale e bioenergetico. Nel "sogno
di smembramento" invece ci si sdraia e ci si concentra sulla propria sofferenza.
Si viene prima sconnessi con energici strattoni per far così morire il
passato nevrotico e alienato e poi si viene integrati con carezze e altri massaggi
per rinascere più sani e più consapevoli.
Nell'esercizio della "ricerca degli antenati" si dovrà ricordare
chi ha più influenzato la nostra crescita culturale e spirituale. Poi
lo si associa a un animale e alla fine si danza questo nostro animale totemico
che sarà anche il nostro angelo custode. Ci spiega Rolando Toro: "Bisogna
stimolare la creatività, il coraggio e il senso di responsabilità dei
nuovi sciamani che rifiutando ogni superstizione e ogni vincolo ristabiliscono
l'armonia e la sensibilità nel mondo. Con la fragranza del loro amore,
la delicatezza del loro tocco magico e con la maestà delle loro visioni".
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