
Haka, la
danza Maori
La danza tipica dell'etnia neozelandese dei Maori,
adottata per la sua originale intensità come “grido
di battaglia” dalla nazionale di rugby
degli All Blacks è divenuta simbolo dell'identità di
un'etnia.
La Haka, erroneamente indicata come
danza di guerra è in realtà l'espressione
disciplinata ma emozionante ed emozionale che,
chi la esegue, utilizza per esprimere il proprio
stato d'animo, sia esso positivo o negativo durante
riti, feste o celebrazioni.
“Haka” significa infatti “accendere il respiro”, da
HA (soffio) e KA (infiammare), ed è una danza tesa ad impressionare,
o comunque comunicare in modo incisivo e forte la propria aggressività.
La lingua fuori, i denti serrati, gli occhi spalancati o i colpi al petto e
sugli avambracci, sono tutti simboli di potenza e coraggio che si ricollegano
allo spirito guerriero dei Maori.
La leggenda riguardante la nascita di questa
danza racconta di un importante e ricco
capo Maori, che per sfuggire a feroci assassini
si nascose nel pozzo di un piccolo villaggio
e con l'aiuto di una giovane coppia fece
perdere le sue tracce. La coppia al principio
tentò di convincere gli assassini che
l'uomo non si trovava lì, e in quel momento
questi, dal pozzo, sussurrava tra sé – in
lingua Maori - “Ka Mate, Ka Mate” (io
muoio, io muoio); quando invece sentì che
si erano allontanati urlò di gioia “Ka
Ora, Ka Ora” (io vivo, io vivo).
Ripetè il “Ka Mate, Ka Mate” quando
li sentì tornare per la seconda volta,
perchè non avevano creduto alle parole
della giovane coppia, ed il “Ka Ora,Ka
Ora”, quando invece ebbe la certezza che
non sarebbero più tornati.
Mentre risaliva
dal pozzo gioiva nel vedere il viso del giovane
che lo aveva salvato, definendolo come “l' uomo dai lunghi capelli che ha riportato
il sole su di me” (Tenei te tangata puhuruhuru,
nana nei i tikimai whakawhiti te ra), accompagnato
da “A Upane, a upane” (un passo in
su, un passo in su), man mano che si avvicinava,
risalendo, all'uscita del pozzo. Quindi, una volta
fuori, “Whiti te ra! Hi!” (il
sole splende di nuovo su di me), mettendosi a ballare
e ripetendo le parole che lo avevano accompagnato
lungo tutto il percorso di uscita dal pozzo.

Resa celebre dalla più popolare versione
della nazionale di rugby All Blacks, la
Haka si suddivide in realtà in tre diversi
stili :
La “KA MATE”: propria degli All
Blacks e ripetuta sempre dopo gli inni nazionali
per intimorire gli avversari, è un tipo
di Haka molto corto, che non prevede l'uso di
armi.
La “PERUPERU”: tipica danza di guerra,
in cui vengono usate anche le armi, è caratterizzata
da un gran salto a gambe piegate alla fine della
danza.
“KAPA” o “PANGO”: voluta dagli All Blacks per
le occasioni speciali, è stata creata con un gruppo di esperti delle
tradizioni dei Maori, ed è stata voluta per completare la “Ka
Mate”. Fa esplicitamente riferimento agli All Blacks, quando parla di “guerrieri
in nero con la felce argentata”, ed è considerata più aggressiva,
con più accenni di sfida verso gli avversari.
Il tono della danza nel rugby è sempre
aggressivo, feroce, e la guida del gruppo è affidata
al membro più anziano della squadra.
L'
Haka venne usata per la prima volta in ambito
sportivo durante il primo torneo estero della squadra
neozelandese di rugby nel 1888, ma in quella versione
i giocatori erano coperti da un mantello bianco,
che lanciavano in aria alla fine della danza. La
prima volta che la Haka venne utilizzata dalla
nazionale di rugby fu invece nel 1905, quando venne
coniato il termine “All Blacks”.

Sebbene al giorno d'oggi la Haka debba la propria
popolarità allo sport, viene ancora insegnata
dagli anziani ai bimbi, tramandata per far sì che
la sua notorietà in campo sportivo non
offuschi lo spirito di questo popolo, e ne rimanga
espressione di cultura. La preparazione all'arte
della guerra iniziava, per i Maori, sin dall'infanzia,
periodo in cui il futuro guerriero si formava
fisicamente e mentalmente.
L'Haka è ancora adesso una delle espressioni
fisiche insegnate per prime, poiché richiede
grande allenamento ed una notevole preparazione
fisica. L'energia che sprigiona è tale da
sottoporre l'organismo a notevole stress e fluttuazioni
di ossigeno, risultando pericolosa se eseguita
male o fuori allenamento.
|