
Il tappeto
L'origine del tappeto non è nota:
ciò che
ci è dato conoscere è che l'arte
della tessitura e tintura della lana nacque in
Asia ad opera di tribù nomadi. Praticata
già dagli Assiri, venne più tardi perfezionata dagli
Egizi, che introdussero i telai e la tecnica
dell'annodatura – contesa da sempre ai
Persiani.
Da testimonianze storiche di poeti, scultori
ed artisti, sappiamo che il tappeto faceva parte
della vita quotidiana di antiche civiltà scomparse, come
Greci ed Etruschi, che nei rapporti dei bottini di guerra li consideravano tra
gli oggetti più preziosi, ma se ne fa menzione anche nell' Antico Testamento.
Purtroppo solo da fonti storiche si conosce
l'esistenza di un tappeto di estrema bellezza,
creato per ornare il palazzo dell' imperatore
sassanide Cosroe I°. Il tappeto, di dimensioni
gigantesche (si dice 25 x 65mt) venne realizzato
attorno al 560 d.C. ed è noto con il nome
di “Primavera di Corsoe”, per la
splendida decorazione che raffigurava alberi,
uccelli, ruscelli, fiori, ricamati con foglie
d'oro e d'argento, ed impreziositi da gemme,
perle, cristalli e sete. Purtroppo però,
quando gli Arabi conquistarono l' Assiria distrussero
questa bellezza, dividendoselo come bottino di
guerra.
L'arrivo in Occidente dei tappeti orientali è dovuto
innanzitutto ai mercanti e viaggiatori - tra
cui Marco Polo - che di ritorno dal suo viaggio
in Oriente definisce i tappeti anatolici e turchi
come “i più belli al mondo”,
ma è solo con l'invasione turca del XIV° secolo
che il tappeto Orientale si diffonde in Europa.
Il più antico esemplare di tappeto annodato,
arrivato ai nostri giorni, fu scoperto dall'archeologo
russo Rudenko, nel 1949 nella valle di Pazyryk,
in Siberia, nella tomba di un capo sciita.
Il tappeto si salvò, assieme ad altri
importanti reperti, grazie ad un'immensa lastra
di ghiaccio, che lo preservò nei secoli.
Dopo attenti e lunghi studi, infatti si scoprì che
sia il tappeto che gli altri reperti risalivano
al IV° - V° secolo a.C.
Il tappeto, da sempre conosciuto come “di
Pazyryk” e conservato all'Hermitage, è uno
straordinario esempio dell'arte tessile: di circa
due metri per lato presenta un'annodatura fitta
ed estremamente regolare. La decorazione - che
richiama lo stile persiano – è estremamente
elaborata. I 24 quadrati centrali, decorati a
croce con un piccolo fiore stilizzato centrale,
sono disposti su un fondo rosso scuro e ognuno è circondato
da una propria cornice decorativa dorata. Nella
principale cornice esterna vi sono raffigurati
cavalieri in processione, alcuni dei quali a
cavallo, altri invece rappresentati a piedi accanto
all'animale. La cornice interna, invece, ha fondo
chiaro e su di essa si muovono, in senso contrario
all'andatura dei cavalieri, delle alci rosse.
Le cornici che delimitano queste due principali
presentano dei quadrati con, all'interno, la
figura di un grifone. La tecnica esecutiva utilizzata
per eseguire questa meraviglia è davvero
di rara bellezza.

Le principali, storiche aree di produzione di
tappeti sono :
Persia
Da sempre considerata l'area d'origine della
tessitura annodata. Si pensa che il tappeto
in Persia nasca dalla necessità delle
tribù nomadi di “isolare” il
pavimento delle tende. Le pelli degli animali
venivano utilizzate per ricoprire le pareti
e proteggersi dal freddo, mentre il tappeto
veniva utilizzato per il pavimento, rendendolo
cosi non solo caldo, ma anche più soffice,
Solo in seguito ci si accorse che i colori e
le decorazioni davano al tappeto una funzione “arredatrice”.
Verso il XV° secolo, forse grazie ai contatti
con la Cina, la Persia abbandonò la decorazione
geometrica per adottare quella floreale, ma il
massimo splendore dell'arte tessile persiana
si raggiunse nel XVI° e XVII° secolo,
quando la collaborazione con artigiani miniaturieri
diede la possibilità ai tessitori di creare
decorazioni nuove e personalizzate, anche su
tappeti di grandi dimensioni. In questo periodo
migliorano anche le tecniche di tintura, grazie
anche alla voglia di scoprire colori e tonalità nuove.
I tappeti creati per essere utilizzati come dono
ai Principi Europei da parte degli ambasciatori
Iraniani, erano sempre in seta con elaborate
tessiture annodate, e splendidi ricami a fili
d'argento.
Tabriz
E' la più famosa città al mondo
nel campo dei tappeti, soprattutto perchè gli
artigiani di questa città realizzarono
il tappeto della Moschea di Ardabil, conservato
oggi al “Victoria and Albert Museum” di
Londra. E' un tappeto dalle dimensioni
enormi (12 x 5m circa), realizzato per
il mausoleo dello Sceicco Safieddin – da
cui discesero i Safavidi – riporta l'iscrizione
che lo data 1539-40, gli anni impiegati per realizzarlo. É un
esemplare di rara bellezza, definito “santo” quando
venne messo in vendita nel 1892 : trama ed ordito
sono in lana e seta, e i colori che lo compongono
vanno dal giallo, al rosso al blu e verde nelle
diverse tonalità.
Kashan
I tappeti di Kashan sono riconoscibili per l'estrema
eleganza, dovuta all'accurata esecuzione tradizionale
e all'uso di una lana molto pregiata che conferisce
al tappeto un aspetto vellutato. Caratteristica
di questi tappeti è l'utilizzo della
seta nell'ordito e nelle trame. Il disegno
decorativo tradizionale è rappresentato
da un medaglione centrale, che presenta motivi
concentrici arricchiti da decorazioni vegetali
e foglie piumate. Nei secoli successivi la
produzione si arricchi di filati preziosi quali
foglie d'oro e d'argento, utilizzati però solo
per tappeti di gran prestigio. Ancora oggi
i tappeti Kashan, dai colori caldi del
rosso e del tabacco, mescolati all'avorio e
al blu sono tra i più ricercati, per
la loro rara e spettacolare bellezza. Li si
può ammirare in musei o presso collezioni
private.
Isfahan
La leggenda vuole che l'annodatura dei tappeti sia
nata in questa città nel cuore della Persia,
in cui era stata addirittura istituita la Karkhana – la
manifattura statale. La decorazione di questi
splendidi tappeti in seta è prevalentemente
floreale, sviluppata poi anche su broccati in
oro e argento, dando al manufatto finale un effetto
visivo e cromatico di grande impatto. I tappeti
di Isfahan più antichi sono molto rari
e di gran pregio. Oggi se ne producono più per
la commercializzazione che per mantenere una
tradizione manifatturiera.
Kerman
In questa città vengono realizzati i tradizionali
tappeti chiamati “a vaso”, poichè riprende
un antico motivo multiforme, che ricopre tutto
il fondo del tappeto. I disegni più frequenti
sono dominati da decorazioni floreali, e i colori
sono intensi : dal blu, all'azzurro al rosso
o al bianco, spesso utilizzati nel motivo centrale
su un fondo avorio. Sono tra i tappeti
più diffusi.
Turchia
I tappeti turchi hanno conosciuto una notevole
diffusione, in particolare i tappeti da preghiera:
in lana, e con i toni caldi del blu e
del rosso. La decorazione del tappeto da preghiera
risponde alle più severe esigenze religiose:
i colori hanno significato preciso, quindi
il blu si usa per rappresentare il cielo e
l'eternità, mentre il rosso la vita.
Il verde non si usa, perchè è il
colore del Profeta, e non lo si deve contaminare
con i piedi.
In effetti la religione musulmana impone all'arte
tessile – soprattutto dei tappeti – linee
guida da cui non ci si può distaccare.
Non possono, ad esempio, essere raffigurate esseri
viventi o elementi naturali facilmente identificabili.
Per questo l'artigianato turco si affida a disegni
e decorazioni geometriche o floreali, discostandosi
però dalla tradizione persiana. La tradizione
turca si basa su regole e movimenti stilizzati
che seguono un preciso ritmo geometrico, secondo
immutabili regole che rispecchiano la vita, il
tempo, l'esistenza o l'eternità. I disegni
sono sempre molto complicati e simmetrici. I
tappeti più importanti della tradizione
tessile turca sono gli Ushak, esemplari rettangolari
e di grandi dimensioni, in lana e seta che abbandonano
la decorazione geometrica per lascire più spazio
a quella floreale. Furono questi i tappeti che
i mercanti veneziani esportarono per lungo tempo
in tutta Europa, ma che ancora oggi sono rari
e molto ricercati dai collezionisti.
Il Caucaso
Regione importante per essere centro d'incontro
tra carovane, mercanti e commerci, la regione
del Caucaso ha visto un costante incrocio di
popoli (provenienti da Daghestan, Armenia e
Azerbaijan tra le altre), che hanno lasciato
usi e costumi, che la popolazione autoctona
ha saputo far propri e mescolare alle tradizioni
locali. I tappeti caucasici presentano
un fondo rigidamente suddiviso in quadrati
o losanghe all'inteno dei quali vi è stilizzato
un drago, figura predominante, circondato da
motivi floreali. L'effetto d'insieme ricorda
i tappeti “a vaso” persiani. Le
tonalità usate sono vivaci, e la tecnica
adottata è quella dell'annodatura turca.
Turkestan
Regione ricca di contaminazioni culturali, ha
nei centri di Bukhara, del lago Aral e di Samarkanda
le principali aree di produzione di tappeti.
Popolate da tribù nomadi o seminomadi
queste zone affidano ancora l'annodatura a
donne e giovani – come da tradizione
e i tappeti da loro relizzati prendono il nome
della tribù stessa (Tekke, Saryk,Yomut,Chodor).
La decorazione dei tappeti turcomanni è caratterizzata
da molteplici motivi geometrici, al cui interno
viene realizzato un fiore (“gul”).
I colori tradizionali variano dal rosso al
bruno. Gli unici tappeti che si discostano
dalla tradizione sono quelli realizzati a Samarkanda,
che riprendono motivi della cultura cinese,
ma in cui si ritrovano anche le influenze floreali
persiane. Sono tappeti particolari, che presentano
una grande raffinatezza sia nei colori che
nei materiali : lana, cotone e seta in giallo,
rosso, blu ed azzurro.
Egitto e Maghreb
L'arte dell'annodatura ha origini antiche sia
in Egitto che nel Maghreb. Questi tappeti si
caratterizzano per essere decorati con motivi
geometrici, e - anche se tendenzialmente monocromatici
- per i colori vivaci. Particolari sono i tappeti
berberi, che presentano decorazioni semplici,
ma anche pelo lungo e folto.
Afghanistan
La tradizione dei tappeti ricamati in Afghanistan è una
tradizione familiare, che passa di generazione
in generazione. La realizzazione del tappeto
non avviene al telaio, ma le donne – e uomini – si
siedono per terra, e utilizzano per l'annodatura
degli aghi in ferro o legno. Le decorazioni si
ispirano agli ottagoni tradizionali, separati
da stelle : la ripetizione dei motivi dona movimento
e fluidità al tappeto. I colori sono brillanti
e l'uso raro di tinte scure come nero o blu,
ricorda i tappeti Soumak – caratterizzato
da grandi figure che simboleggiano le zampe dell'elefante.
Cina
Ci è noto il fatto che imperatori ed ambasciatori
utilizzassero il tappeto in Cina già nel
1122, ma non si sa nulla di queste opere. Produttrice
sia di lana che di seta, la Cina sviluppò e
si curò molto dell'arte tessile – a
loro si deve la creazione della famosa tinta “giallo
imperiale”. I tappeti prodotti erano sempre
per imperatori e alti funzionari, quindi seguivano
nelle decorazioni le richieste della singole
dinastie o famiglie nobili. Solo con la dinastia
Ming l'ispirazione decorativa passò dal
confucianesimo al taoismo, quindi al buddismo
indiano. La decorazione dei tappeti iniziò a
richiamare motivi con elementi fantastici o animali
demoniaci,a simboleggiare l'eterna lotta tra
Bene e Male. Vennero introdotti anche elementi
di buon auspicio, con una profonda simbologia
celebrativa.
La decorazione tipica, il dragone, rappresenta
lo Yang – l'Imperatore, l'uomo, il sole
che porta la vita – ed ha connotazioni
positive, mentre la fenice è simbolo dello
Yin – l'Imperatrice, ma anche simbolo di
vita che si rinnova.
Tibet
I tappeti tibetani, in lana o cotone sono, in
genere di ridotte dimensioni, perchè destinati
all'arredamento dei monasteri. Le decorazioni
principali rappresentavano motivi floreali
o animali, secondo lo schema persiano, e una
volta terminati venivano bordati con fasce
di panno rosso. L'annodatura è tibetana
tradizionale : il filo di lana girando su se
stesso crea un occhiello, per poi rientrare
nel nodo successivo.
India
Storicamente difensori delle arti i Moghul diedero
una grande importanza all'arte tessile in India.
Crearono a Lahore, capitale del Punjab, il
centro di realizzazione dei tappeti reali,che
risplendevano di colori accesi : rosso lacca,
blu intenso, giallo oro. Le decorazioni erano
una perfetta fusione tra l'arte persiana e
quella tipicamente indiana : animali e creature
fantastiche si intrecciavano e motivi floreali,
dando luogo a prodotti di grande effetto.

Qualunque sia la sua provenienza, comunque,
il tappeto orientale è da sempre portatore
di grande fascino e curiosità. La sua
struttura, le sue decorazioni nei motivi e la
sua funzione, rappresenta il modo di vita pastorale
e nomade del tessitore.
Fra i motivi decorativi più noti ed utilizzati
vi sono l'albero della vita (spesso rappresentato
da un cipresso : sia per la prolifera ramificazione
che ricorda un albero genealogico, sia perchè è simbolo
della potenza di Dio), il melograno come simbolo
di fertilità,e l'arabesco tipico della cultura
medio orientale. Troviamo però anche il
loto, fiore sacro a Buddha, o il tulipano, simbolo
caro agli artigiani turchi; il dragone come simbolo
di forza e potenza – rappresentato spesso
in tappeti destinati alle Corti – il cammello,
portatore di benessere e gioia o la rosa : il simbolo
dell'immortalità.
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