LE CROCI TUAREG

Introduzione:

I Twaregh non hanno storia, perché la loro storia è scritta sulla sabbia
Il vento ogni giorno ne cancella le tracce.
Gli Europei ne hanno loro data una,scritta, nei libri e nei manuali, hanno a loro prestato il pensiero.
Hanno vestito ogni Twaregh con il velo color indaco, chiamandolo "uomo blu" per il loro piacere.
Hanno dato alla razzia un’importanza che mai in realtà ha avuto nell’equilibrio sociale Twaregh, rendendo costoro predoni agli occhi del mondo.
Hanno messo al fianco di ogni Twaregh una spada (Takuba), simbolo del passato per pensarlo ancor oggi bellicoso guerriero,per ucciderlo senza rimorso.
Hanno posto negli occhi di ogni Twaregh un velo di mistero, di magia, ne hanno fatto guerrieri e predoni,per non vedere il miracolo giornaliero della loro sopravvivenza
Hanno dato denominazioni alle sottili trame della loro società, semplice e complessa, basata sulle specializzazioni,rendendola una società feudale, una chiave che non apre nessuna comprensione.
Hanno scolarizzato i Twaregh distruggendo una cultura una lingua una identità, in cambio di una sapienza che non ha termini per descrivere il deserto.
I Twaregh non hanno Stati né Frontiere; gli Europei hanno tracciato la loro cupidigia sulla sabbia, tagliando a metà i villaggi, spaccando intere famiglie che vivono con leggi ineguali
Controllo, sedentarizazione, punizione divieto di pascolo transumante. Imposizione di documenti in una incomprensibile lingua.
Hanno provocato una rivolta sanguinosa che non si placa, "Palestina d’Africa".

Questi Twaregh sono il prodotto della cultura Europea, e poco hanno a che fare con i nomadi che popolano il Sahara centrale.
Sono la caricatura e l’immagine distorta dal nostro presunto sapere.
Dopo mille incontri con gli uomini blu io non so chi sono i Twaregh, è per questo che cerco una pista che mi conduca da loro senza caricature, senza i luoghi comuni che più di 100 anni di storia coloniale hanno loro cucito addosso e riflessi nelle nostre menti, senza le immagini patinate di editori affaristi, senza le descrizioni di autori che dalle loro scrivanie si avventano e strappano le carni degli uomini come sciacalli affamati.
Chiudiamo i nostri libri, i nostri trattati, le nostre guide, i nauseanti racconti di viaggiatori aggressivi,
…sediamoci sulla sabbia…
..respiriamo l’essenza dell’uomo

Le croci Tuareg

Il popolo Twaregh è suddiviso in 21 tribù (kel) ed ogni tribù ha un territorio di riferimento.
Ogni gruppo ha una croce propria, simbolo storico dai molteplici significati e valenze.
Ogni croce presenta particolari caratteristiche, nel disegno, nelle incisioni, nelle dimensioni.
Questi simboli hanno differenti valenze e significati che vanno dal sociale e politico:( simbolo di appartenenza) magico:(valenza protettiva) decorativo (elegante monile di prestigio), esoterico ( reminescenza storica di un passato cristiano che il popolo berbero presenta come rivalsa all’islâm e agli invasori arabi)
La croce è un monile di pregiata fattura inciso a mano, e portato indistintamente da uomini e donne.
Originariamente ognuna di queste croci era costituita da un corpo ovoidale sormontato da un anello, con appendici secondarie diverse per ogni tribù. Col passare degli anni la ghianda si è appiattita, anche per motivi legati alla facilità di fabbricazione, arrivando alla sua attuale forma. Croci Tuareg sono in vendita praticamente in tutto il Nord’Africa in una varietà di differente pregio, dall’Egitto al Marocco. Alcune croci, a seconda del paese in cui si trovano, possono venire chiamate in modo diverso:la croce di Iferouane viene anche chiamata Tariselt. Quella di Zinder viene anche chiamata Tenelit.
Tutte sono di metallo battuto e inciso a mano.
Quelle di maggior pregio portano sulla faccia posteriore il simbolo dell’artigiano che le ha coniate.
L’unica croce che contiene una gemma è quella di ‘In Gall, che racchiude una pietra vetrosa di colore rosso.
Il materiale utilizzato è per lo più argento, ma in molti casi sono semplice metallo ferroso.
La collana a cui sono sospese è in genere formata da un cordino di origine vegetale con perline in vetro e tubuli d’argento.

 

 

FONTE RUBRICA :
Sito:
www.sahara.it
Autori:
Marino Zecchini
Roberto Zecchini

Roberto & Marino Zecchini dopo il loro incontro in un deserto virtuale iniziano con questa prima tavola sulle Croci Twaregh un percorso di ricerca sulle valenze esoteriche ed essoteriche dei simboli che le compongono e più in generale un itinerario dentro la storia, la cultura e gli aspetti antropologici ed etnici delle tribù Imazighen del centro Sahara,
un percorso che li trova uniti per la prima volta in una sorta di collaborazione sperimentale, nella esplorazione di un tema articolato e complesso come quello Twaregh.

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