FONTE RUBRICA :
Sito:

Annalisa Ronchi
Thisplanetiswonderful
LIBRI E RIVISTE




Di seguito vi segnaliamo alcuni libri:

I sami. Ultimi primitivi d'Europa
Patanè Salvatore

Edizioni Bonanno

Descrizione:
Il volume "I Sami" è un'opera che analizza, da una prospettiva e con un approccio etnologici, la cultura di una popolazione europea - comunemente nota con il termine di "Lapponi", ma la cui denominazione corretta è appunto quella di Sami - tanto affascinante quanto assai poco conosciuta.



LINK CORRELATI
Come vivono i Lapponi
Sami
Brevi appunti sul popolo Lappone
Osservazioni sul modo di vivere



I LAPPONI


La Lapponia è una immensa regione (250.000 chilometri quadrati) dell'estremo nord dell'Europa, che si estende nella penisola Scandinava, nella Finlandia e nella penisola di Kola, tra il mar Baltico, il mar di Barents e il mare di Norvegia, e che prende il nome dal popolo che da millenni la popola: i Lapponi.

Lappi, una parola che significa terra remota, o dal termine finlandese Lapp che indica una persona che trae le proprie fonti di sostentamento dalla pesca, dalla caccia e dall'allevamento della renna: le tradizionali e principali attività economiche dei Lapponi. Un Lappone però chiama se stesso Sapmelas e la sua gente Samit” o Sami, ovvero gente della palude, un nome che trae la sua origine dalla regione dei laghi finlandesi che un tempo fu abitata da questo popolo.

Come molti popoli indigeni, i Lapponi consideravano la natura da un punto di vista animistico. Tutto, in natura, inclusa la materia inorganica, aveva una vita e un'anima che, tramite la reincarnazione, sarebbe passata da un essere ad un'altro. La natura non doveva essere disturbata o distrutta senza motivo, e ciò avvicina questo popolo ad altre antichissime civiltà, come quella degli Aborigeni Australiani, o quella dei Nativi americani.

Essendo la più antica popolazione del Nordeuropa, il popolo dei Lapponi possiede la memoria collettiva che risale ai tempi più remoti: una carta stellare, la quale propone anche i nomi di stelle e di costellazioni, fu scolpita sulla pietra 4.000 - 4.100 anni fa, il che non è molto più tardi della prima definizione storica delle costellazioni, datata a 4.600 - 4.700 anni fa).

I Sami hanno sempre condotto vita nomade, seguendo il cammino percorso dalle renne alla ricerca del cibo, con la neve, la Luna, le stelle e le aurore boreali che erano le uniche cose che permettevano di trovare la strada nella stagione buia. Pertanto la perfetta conoscenza del luogo in cui ci si trovava era indispensabile per la sopravvivenza in luoghi tanto inospitali.

Le stagioni Lapponi sono diverse dalle nostre e dipendono dalle condizioni atmosferiche: cakca (ottobre-novembre), juovlla-aigge (dicembre), gaska-dalvve (mezzo inverno, gennaio-febbraio), gidda-dalvve (dopo inverno, marzo-aprile).

Come in ogni luogo, anche qui il Sole fu considerato la sorgente di vita.
Un Dio femmina che i Lapponi consideravano come la madre di ogni cosa che vive, che si prende cura dei neonati di renna e che dà loro il calore naturale così che essi possano vivere a lungo e sani. Ci sono stati sacrifici al Sole, come quando un bambino si ammalava, ma in generale l'adorazione dell'astro non ha mai assunto il significato che aveva nei paesi del sud dell'Europa. Il simbolo del Sole nel rituale che accompagnava i sacrifici durante le eclissi, era un anello con un foro al centro e con un manico (o una coda?).



Una cosa che non poteva sfuggire a persone che vivevano sempre all'aperto, era il diverso aspetto del Sole durante il giorno, più scuro e grande al mattino ed alla sera, più chiaro e piccolo a mezzogiorno. L'effetto è attribuibile alla diffusione dei raggi di luce secondo Rayleigh. All'alba ed al tramonto, i raggi solari ci pervengono dopo un lungo tragitto attraverso la bassa atmosfera, e dunque dopo avere subito un grande numero di processi diffusivi. Questi depauperano la luce diretta del Sole delle sue componenti blu-violette, così che nei raggi che ci giungono prevalgono le componenti giallo-rosse.

Talvolta gli intensi campi magnetici del Sole liberano improvvisi lampi di energia, durante i quali delle particelle atomiche vengono eruttate nello spazio. Queste particelle raggiungono la Terra dopo un giorno, ionizzando gli strati superiori della nostra atmosfera, e producendo le Aurore Boreali. Queste sono uno spettacolo stupendo: il cielo sembra risplendere di luce colorata, che può assumere la forma di archi o drappeggi, splendenti e cangianti per ore.

Anche la Luna era, naturalmente, un'importante sorgente di luce durante la lunga notte invernale, e come in molte antiche culture senza avanzate conoscenze astronomiche, il calendario usato era il calendario lunare.


Le palle di fuoco : materiale libero, proba
bilmente detriti cometari, distrutti
ad una altezza di 50 - 60 chilometri,
e viste come una striscia brillante.
Uno dei più grandi di questi bolidi che abbia mai toccato il suolo cadde a Tunguska, in Siberia, il 30 giugno 1908 (se avesse tardato solo 4 ore e mezza, sarebbe caduto sulla città di Helsinki). Gli alberi furono tagliati di netto per un raggio di 70 chilometri. Il rumore dell'impatto fu udito ad una distanza di oltre 1.000 chilometri. Una colonna di fuoco alta 20 chilometri fu vista da 400 chilometri. Le notti seguenti furono spettacolari in tutta l'Eurasia.

Oltre a ciò, ci sono stati altri due meteoriti giganti, molto osservati dai Lapponi, che cadendo hanno formato i crateri a Ilumets e Kaali, entrambi in Estonia. Questi ultimi eventi sono stati datati a circa 6.000 e 2.500 - 3.500 anni fa. Il cratere di Troms ha forse meno di 10.000 anni, più giovane dell'ultima glaciazione. I crateri di Troms e di Kaali hanno diametri simili, circa 100 metri, Ilumets è più piccolo.

Dal cielo scendono le luci e le pietre (le meteoriti), scende la pioggia rinfrescante, giunge il calore del Sole, la luce della Luna e delle stelle, le quali consentono di calcolare il tempo e di seguire la direzione giusta di notte.

La vita dei Sami ruotava intorno alle renne ed è naturale che abbiano creato tale costellazione, per onorare l'animale che era al tempo stesso duro lavoro e ricchezza.
Infatti, l'Alce (Sarva) è una costellazione composta da molte nostre costellazioni. La parte superiore delle grandi corna è la costellazione di Cassiopea, le corna e la parte anteriore del corpo sono Perseo e un paio di stelle dell'Auriga formano la parte posteriore del corpo dell'Alce.

Le due stelle più visibili della costellazione dei Gemelli sono alfa Geminorum, Castore, una straordinaria stella multipla a 6 componenti distante 45 anni luce, e beta Geminorum, Polluce, una gigante arancione distante 85 anni luce.Ogni anno le meteore Geminidi irradiano da un punto vicino a Castore. Le Geminidi sono uno dei più ricchi e brillanti sciami meteorici, che raggiunge un massimo intorno al 14 dicembre, quando si possono vedere fino a 60 meteore all'ora.

Durante l'estate, la tundra diventa luogo di cova e di allevamento per numerose specie di uccelli, i quali, al sopraggiungere della stagione fredda migrano verso sud, alla ricerca di luoghi più ospitali. Uno dei problemi che ha assillato gli studiosi è come possono questi animali orientarsi di notte, quando non sono visibili riferimenti orografici. I Lapponi hanno risolto il problema indicando nella Via Lattea (Lodde-raiddaras) la Via degli Uccelli, attraverso la quale gli uccelli migratori potevano mantenere la rotta scelta mentre volavano di notte.

il mito di Jumi è al tempo stesso una divinità della fertilità (per inciso, presso il popolo Sami, un uomo ed una donna impegnati in un atto sessuale si dicono essere in jumi) e un malevolo assassino cieco, il quale scaglia frecce a casaccio con cui può uccidere uomini o animali. E i termini “cieco” e “a caso” sono rivelativi, pensando alla frase “le cieche forze della natura”, gli eventi meteorici appaiono infatti in maniera casuale.


Il dio del tuono (Ukko, €ijih, Tiermes, Hora-galles, Thor) era la meglio descritta ed la più largamente venerata divinità lappone; al tempo stesso, Tiermes è anche il nome del fenomeno naturale del tuono. Egli era una dei principali motivi delle illustrazioni nei tamburi, portante uno o due magli, molto spesso oggetto di sacrificio. Il tuono e la sua divinità ha una funzione positiva piuttosto che ostile: Hora-galles scacciò i cattivi goblin e il tuono diede «dalle sue scure e spesse nubi, pioggia rinfrescante per la buona crescita dei licheni e dell'erba»; ma è anche vero che i balzi dei fulmini erano pericolosi per le renne sui pendii rocciosi. Il tuono è un mito originato da un forte vento dovuto al lancio del gigantesco martello cosmico, e il lampo, è la furiosa ira di un dio cosmico. Ma il tuono non è di per sé stesso abbastanza per un mito: tutti sanno che anche la prossima estate ci saranno ancora lampi e tuoni che non distruggeranno l'ordine dell'universo.Tra gli dei maggiori c'è anche il dio del vento, Bieggagalles-olmai. Il suo strumento sui tamburi erano uno o due bastoncini con spigoli triangolari che si estendono in alto.

Tra i lapponi Kemi, i sejdas di legno erano chiamati Viresakka o Vironakka, i quali probabilmente sono connessi con i Vironkannas della Carelia menzionati da Agricola e simboleggianti una dea della foresta.
Queste pietre sacre, associate agli spiriti degli animali e degli uomini, a volte venivano deliberatamente raggruppate a rappresentare una famiglia ed erano usate per predire il futuro o propiziarsi l'aiuto degli dei.

Il mito, rielaborando il caos delle informazioni ricevute dal mondo esteriore e dando loro ordine e significato, preserva dalla paura in un ambiente tanto ostile. Il grande retaggio che ci ha lasciato un popolo così lontano per cultura e mentalità, è che esiste un'altra via, oltre quella della ragione, che conduce alla conoscenza.

I miti sono metafore di eventi reali, narrati tramite le leggende, frutto di lunghe meditazioni, silenzi e solitudine negli spazi sconfinati della tundra.



Le etnie Lapponi :

Norvegesi
: vivono quasi tutti lungo le coste e i corsi d’acqua, dediti alla pesca, alla caccia e a piccole industrie artigianali (Lapponi sedentari).

Svedesi : si dividono in due gruppi.
Lapponi della foresta che vivono allevando le renne nel folto delle foreste di conifere e compiono brevi migrazioni da un pascolo all’altro (Lapponi semi-nomadi),
Lapponi di montagna che trascorrono l’estate sui pascoli montani e al giungere dell’inverno compiono lunghe migrazioni per trasferirsi, con le loro mandrie, in pianura. Questi ultimi sono i Lapponi nomadi, quelli che hanno maggiormente mantenuto il carattere e le tradizioni del loro popolo.

Finnici e Russi
: appartengono quasi tutti al gruppo dei Lapponi della foresta


Google
Web abakab.com

Iscriviti alla Newsletter
(inserisci la tua email)

Danza Sufi
L'Esercito di terracotta
L'Equinozio di Primavera
Lo Zen e l'Arte del Te
Gli Sciamani
Le Cittą Sommerse
Le Spade Giapponesi
Gli Arcani Minori
Il Codice Biblico
2012: Tra scienza e profezia
Frammenti d'Oriente: Yunnan
Amuleti e Talismani
I Cerchi di Grano
Vibrazioni Positive
I preziosi manoscritti di Bèjaia
Il gioco della Pelota
Le croci Tuareg
I Lapponi
I Hmong
Vuoi suggerire un argomento in questa Rubrica?
Contatta lo staff di Abakab.

CIBI E RISTORANTI ETNICI
Inserisci il tuo ristorante etnico, il nuovo servizio di Abakab.com è gratuito!
SEGNALA LE TUE PROMOZIONI
Inserisci gratuitamente la tua promozione su Abakab.
SEGNALA IL TUO NEGOZIO
Inserisci gratuitamente il tuo negozio etnico nel motore di ricerca di Abakab.com

Le rubriche di Abakab: Acquisti nel web | AbakabPromo | A casa di... | Focus On | 5 Minuti per parlare di... | in Libreria | Forum
© 2007. Progetto Ethnica - InternetIDEA COME FARE PUBBLICITA' SU ABAKAB | SCRIVI AD ABAKAB | HOME