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De Luca Araldo

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(Tesori senza tempo)


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L' ESERCITO DI TERRACOTTA


Nel 1970 nei pressi del monte Li, nel Nord della Cina, vennero rinvenuti alcuni frammenti di statue in terracotta, da cui scaturirono nuove informazioni sulla scultura e organizzazione militare dell’Antica Cina.

Nel 1974, durante dei lavori di scavo a Xian condotti da contadini, a circa 1500 metri dal tumulo imperiale, venne alla luce il mondo sotterraneo di Qin Shi Huang, imperatore della Cina dal 246 al 221 a.C.

Qui, vennero trovate circa 6000 statue in terracotta raffiguranti i guerrieri dell'esercito imperiale, ognuno diverso da un altro, realizzati con impressionante realismo (immortalati con le eventuali deformazioni o mutilazioni che possedevano i modelli originali in vita).

Si tratta di statue alte da 1,75 a 1,95 metri (stranamente troppo alte per raffigurare personaggi cinesi), piene dalla vita in giù, vuote internamente dalla vita in su, probabilmente per dar loro maggiore equilibrio e farle così rimanere in piedi senza problemi.
Sono presenti anche arcieri e circa 100 carri trainati da 400 cavalli (4 cavalli per ogni carro). I guerrieri erano armati con lance in legno e bronzo.
La parte in legno è andata perduta, per via della deperibilità di questo materiale, ma le punte in bronzo vennero trovate dagli archeologi ai piedi delle statue durante i lavori di scavo.



Qin Shi huang fu il primo imperatore della società feudale cinese ed un personaggio da sempre fonte di dispute nella storia del paese. Qin Shihuang
è stato il primo imperatore ad unificare la Cina, adottando poi una serie di misure per promuovere lo sviluppo della società, dell'economia e della cultura, come l'unficazione delle monete, dei caratteri e delle unità di lunghezza, capacità e peso.

Nel frattempo per prevenire le aggressioni delle minoranze della Cina settentrionale, egli costruì la Grande Muraglia come mezzo di difesa dai nemici. Queste misure fecero di lui un famoso uomo politico nella storia cinese.

Tuttavia Qin Shihuang fu anche eccessivamente crudele. Per controllare la mente del popolo, adottò l'iniziativa disumana dell'incendio dei libri e del seppellimento dei letterati, facendo bruciare i libri non corrispondenti ai criteri governativi e seppellendo addirittura vivi molti letterati che nutrivano opinioni diverse dalle sue, in modo da tutelare il potere della Dinastia Qin.

Subito dopo aver unificato il paese, l'imperatore Qin Shihuang iniziò a costruire la sua tomba, a cui lavorarono circa 700.000 uomini provenienti da tutto il paese per circa 40 anni, tuttavia alla sua morte, questa non era ancora stata terminata.

Il Mausoleo dell'imperatore Qin Shihuang è posto un chilometro a nord del Monte Lishan alla periferia di Xi'an, nella provincia dello Shaanxi, e copre una superficie di 56 kmq. La base della struttura è pressochè quadrata, con una lunghezza da sud a nord di 350 metri, da est a ovest di 345 metri e un'altezza di 76 metri, e dal punto di vista generale ha la forma di una piramide. Attraverso ricerche, gli archeologi cinesi hanno scoperto che intorno al mausoleo sono sparse circa 5000 fra fosse per il corredo funebre e tombe secondarie di dignitari e operai che hanno costruito il mausoleo.

La camera funeraria, non ancora portata totalmente alla luce, sarebbe così profonda da attraversare 3 livelli di falde acquifere, con pareti in bronzo e circondata da fiumi di cinabro, cioè solfato di mercurio che, per la filosofia taolista, sarebbe un attivatore energetico per l'immortalità.

Documenti storici riferiscono che l’imperatore aveva una morbosa paura della morte. Si spostava continuamente nel suo palazzo reale che era composto da ben diecimila stanze e non dormiva mai nella stessa stanza per due volte di seguito, per la paura che gli spiriti maligni potessero ucciderlo. Probabilmente questa fobia lo indusse a costruire il mausoleo con l’esercito di terracotta pronto a difenderlo per l’eternità.





Quest'esercito che per molti rappresenta l'Ottava meraviglia del mondo, è una fedele replica dall'armata che aveva unificato la Cina. Tuttavia, nelle fosse, sono state trovate poche armi, poiché furono saccheggiate da ribelli che si insediarono sul trono imperiale: la dinastia Han. Dalle posizioni delle mani e del corpo delle statue, possiamo però immaginare le tecniche di combattimento di fanti, alabardieri, arcieri e balestrieri. Si combatteva soprattutto a piedi; i carri ed i cavalli servivano per dirigere i movimenti della fanteria. La cavalleria fu introdotta più tardi, per affrontare i guerrieri nomadi che in battaglia utilizzavano appunto i cavalli.

Le statue colpiscono inoltre per il loro realismo e nei particolari: la tecnica usata per realizzarli consisteva nel compattare cerchi di argilla in modo da creare un tubo (il torace) e completate con l'aggiunta di gambe e braccio. La struttura poi, veniva ricoperta di blocchetti di argilla per creare le uniformi e decorata successivamente.

































ogni fossa ha una formazione e grandezza diversa, la più grande, la n. 1, si estende per 14.260 metri quadrati di superficie e conteneva seimila guerrieri articolati tra avanguardia e corpo principale dell'esercito, quest'ultimo suddiviso in 38 file longitudinali di fanti e carri da combattimento.
Una quarta fossa, trovata vuota, probabilmente fu abbandonata prima di venir completata.

Sembra che la tomba dell’Imperatore sia stata riempita da modellini di templi e palazzi.Meccanicamente furono fatti scorrere canali di mercurio, per imitare il fluire del fiume Giallo e del fiume Azzurro. Un’enorme cupola di rame a rappresentazione del cielo notturno, copriva questa copia dei domini imperiali, la scena era poi illuminata con lampade ad olio.Per proteggere il tutto contro i predoni, vennero installate delle balestre, pronte a colpire automaticamente.

La disposizione delle statue non lascia dubbi, l'esercito è pronto per la battaglia, i soldati sono disposti in tre falangi con settanta arcieri o balestieri seguiti da trentasei file da centocinquanta guerrieri circa per un totale di nove squadre d'attacco. Ogni squadra è composta da quattro file e scortata da un carro con un guidatore ed un arciere. Il carro è trainato da quattro cavalli la cui realizzazione è altrettanto sorprendente, misurano difatti due metri di lunghezza ed hanno un altezza al garrese di un metro e mezzo.


Qualcuno ha ipotizzato che di fronte alla minaccia di un invasione ed in assenza di un esercito adeguato, delle figure umane al tramonto avrebbero facilmente ingannato l'occhio del nemico fino a farlo desistere dall'attacco. Di fronte a tale affascinante ipotesi sorge il dubbio del perchè ogni guerriero sia diverso dall'altro. Non solo nei tratti somatici, riprodotti in modo perfetto anche nei difetti (labbro leporino, orecchio mozzato, ecc), ma anche nell'abbigliamento, e nell'armamento.

La storia ci dice che in epoca imperiale(200 a.C.) la guardia dell'imperatore era formata scegliendo dai vari eserciti dell'impero i migliori soldati. Questo spiega i diversi abbigliamenti, ma non il motivo per cui sono stati riprodotti.

Essendo stati ritrovati vicino alla tomba dell'imperatore, si può ipotizzare che la sua guardia in questo modo lo avrebbe difeso anche nell'aldilà? O forse come sostengono altri, quando vennero aboliti i sacrifici umani, furono sostituiti con il "sacrificio" di statue dette oggetti di luce. Se così fosse si sarebbero avuti altri ritrovamenti simili, cosa che a tutt'oggi non è avvenuta.

Nel 1987 il mausoleo dell'imperatore Qin Shi Huangdi, di cui l'esercito di terracotta fa parte, è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.


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